Visualizzazione post con etichetta anatocismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta anatocismo. Mostra tutti i post

mercoledì 6 febbraio 2019

USURA E ANATOCISMO BANCARI, LE TUTELE LEGALI PER DIFENDERSI

Il noto professionista bresciano Serafino Di Loreto racconta gli strumenti legali per fronteggiare situazioni di grave crisi economica.

“Le banche basano la loro ‘forza’ su calcoli, algoritmi, contratti blindati e clausolette che – il più delle volte - sbilanciano fortemente la convenienza dei rapporti di conto corrente in essere a proprio favore. Ed è proprio l’analisi attenta, aggiornata e costante dei dati, il terreno su cui si gioca la partita della legalità a tutela delle fasce più deboli, cioè i clienti delle banche stesse. E’ stata questa la nostra prima e più grande intuizione. Oggi esistono molteplici modi con cui intervenire legalmente nel riequilibrio delle partite dare-avere, e le perizie econometriche fondate e argomentate costituiscono lo strumento più efficace per giungere a tale obiettivo, qualora ne esistano oggettivi presupposti reali di applicazione e necessità”, dichiara Serafino Di Loreto, tra i massimi esperti di restructuring in Italia.
Del resto, come se non bastasse dopo dieci anni di negatività economica dal 2008 a oggi, l’Italia della crisi non sembra avere pace, stante anche la notizia della comunicazione dell’ingresso del Paese nella cosiddetta ‘recessione tecnica’, per via del segno meno fatto registrare degli indicatori del Pil per via di ben due trimestri consecutivi. Da un lato, resta primaria l’attenzione agli illeciti sottili compiuti giornalmente dalle banche “in ben più di un caso, quando applicano lungo l’intera durata del rapporto con il correntista interessi usurari sottili di cui lo stesso fatica ad accorgersene, proprio perché privo di un’adeguata cultura consumeristica in materia, e altresì sprovvisto dei necessari mezzi legali con cui chiedere il ristoro del danno patito e la restituzione del maltolto”, esordisce il Professor e Avvocato Serafino Di Loreto, l’uomo che per primo, dal 2010 a oggi, conduce una serrata e strenua battaglia contro le iniquità di banche e fisco ingiusti con il suo Team ‘SDL Centrostudi Spa’.
Oltre alle ruberie ingiustificate degli istituti di credito, la crisi ha prodotto anche un fenomeno nuovo, altresì conosciuto come ‘sovraindebitamento’ o ‘fallimento del privato’: situazioni derivanti da esposizioni finanziare o debitorie gigantesche, divenute ormai ingestibili, che di fatto impedirebbe a chiunque – cittadini, consumatori, artigiani, piccole e medie imprese – di uscirne, ipotecandosi così, di fatto, vita, futuro e professione. “Pochissimi sono gli italiani che sono a conoscenza degli effetti benefici di un prezioso istituto giuridico detto Legge 3/2012: il solo che consente concrete possibilità di rinascita da situazioni di sovraesposizione economica altrimenti impossibili da risolvere. L’unico a poter garantire una via d’uscita legale ed efficace a quanti sono tristemente incamminati sulla via della cosiddetta ‘morte civile’: impossibilità di accedere al credito, esclusione totale da linee di finanziamento e altri drammi del genere, con rinuncia a un futuro libero e sereno”, spiega Serafino Di Loreto, tra i soci fondatori storici di ‘SDL Centrostudi SPA’, azienda che per prima, dal 2010 a oggi, ha fornito sull’intero territorio nazionale una risposta efficace e pronta al dilagante tema dell’usura e dell’anatocismo bancari.
“Attraverso alcune distinte procedure, oggi l’italiano sovraindebitato può disporre di differenti strade risolutive per potersi chiamare fuori dall’eccesso di debiti maturati in ambito privato e professionale, che possono altresì, come molteplici casi dal 2015 a oggi dimostrano, anche essere stralciati fino all’80% del monte esposizione complessivo. Salvando vite, evitando dunque tragici finali, preservando l’occupazione, riassestando la gestione di soggetti d’impresa attorno al perno del buon senso: in due parole, facendo tabula rasa del passato per guardare al presente e al futuro con rinnovata fiducia, finalmente liberi dai vincoli pregressi”, conferma Serafino Di Loreto, anche docente universitario che, grazie all’operato dei professionisti di ‘SDL Centrostudi Spa’ (www.sdlcentrostudi.it), ha ricondotto in soli 8 anni nelle tasche degli italiani - legittimi proprietari di tali preziose e ingenti somme - oltre 250 milioni di euro ingiustamente loro sottratti dagli illeciti di banche e Fisco iniqui.

venerdì 25 maggio 2018

ANATOCISMO BANCARIO: COME DIFENDERSI

L’anatocismo bancario è uno dei reati più subdoli e più devastanti per i conti correnti dei risparmiatori. 

anatocismo, sdl centrostudi

Secondo quanto riporta l’art. 1283 del Codice Civile, gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, a patto che si tratti di interessi dovuti per almeno sei mesi. L’anatocismo è uno strumento che aumenta il debito anziché ridurlo, creando interessi aggiuntivi su interessi già scaduti, conteggiandoli quindi come se fossero parte del capitale. 

Non molti sanno in cosa consista l’anatocismo. Eppure secondo alcune stime recenti della Fondazione SDL vi sarebbero anomalie nel 98,76% dei casi che riguardano soprattutto il fenomeno del calcolo degli interessi sugli interessi maturati. In pratica vengono calcolati interessi aggiuntivi sugli interessi ancora da versare all’istituto di credito, aumentando conseguentemente il debito nei confronti dell’istituto stesso. Ne parla la rivista FINANZA & BUSINESS. 

La legge non consente, allo stesso modo degli altri ordinamenti europei, il patto anatocistico preventivo, che limita la libertà negoziale del debitore, costringendolo ad accettare condizioni sfavorevoli, a volte capestro, per ottenere il finanziamento desiderato. 

Per diverso tempo gli istituti bancari, legittimati anche da una giurisprudenza non coerente con quanto riportato su Codice Civile, capitalizzavano gli interessi passivi trimestralmente, ricalcolando quindi gli interessi ogni tre mesi. Gli interessi attivi che spettavano a chi doveva restituire il finanziamento erano invece capitalizzati e calcolati annualmente. A partire da una storica sentenza emessa nel 1999 da Piero Calabrò, attuale presidente della Fondazione SDL e dell’istituto INPGD, l’orientamento ha iniziato a cambiare, confermato anche dalle sentenze della Cassazione che rilevava (meglio tardi che mai) un uso contra legem, e soprattutto a svantaggio dei consumatori. 

La legislazione in merito all’anatocismo è stata modificata in modo da imprimere il cambiamento di giurisprudenza sempre più a fondo, e l’attuale art. 17 bis lett. b della L. n. 49/16 prevede che gli interessi debitori maturati, compresi anche quelli relativi a finanziamenti a valere su carte di credito, non possono produrre interessi ulteriori, salvo quelli di mora, e sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale. 

Tuttavia, il n. 2 della lett. b della disposizione citata specifica che il cliente può autorizzare, anche preventivamente, l’addebito degli interessi sul conto al momento in cui questi divengono esigibili; in questo caso la somma addebitata è considerata sorte capitale; l’autorizzazione è revocabile in ogni momento, purché prima che l’addebito abbia avuto luogo.

Leggi anche:
SDL CENTROSTUDI: COS'È L'ANATOCISMO BANCARIO, UN AUTENTICO "ROVINA FAMIGLIE"



lunedì 27 novembre 2017

BANCHE: DIVIETO DI ANATOCISMO ESTESO ANCHE ALLA CAPITALIZZAZIONE ANNUALE

Nonostante sia vietato, le banche continuano a praticare capitalizzazione di interessi.
Ma la Cassazione, anche recentemente, sull’anatocismo è stata chiara: no alla capitalizzazione degli interessi anche se annuale. Il correntista ha ragione ha chiedere l’annullamento della clausola anche se si trattava di «uso bancario»


Non molti sanno in cosa consista l'anatocismo. Eppure secondo alcune stime recenti della Fondazione SDL vi sarebbero anomalie nel 98,76% dei conti correnti bancari, che riguardano soprattutto il fenomeno del calcolo degli interessi sugli interessi maturati. In pratica vengono calcolati interessi aggiuntivi sugli interessi ancora da versare all’istituto di credito, aumentando conseguentemente il debito nei confronti dell’istituto stesso. 
In materia di anatocismo è intervenuta lo scorso 16 ottobre anche la terza sezione civile della Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 24293. Quest'ordinanza stabilisce stabilendo che il divieto comprende anche la capitalizzazione annuale degli interessi. 




Nel giudizio d’appello, il giudice convertiva la capitalizzazione trimestrale effettuata dalla banca, stabilendo invece l’applicazione di quella annuale. A fronte di tale decisione, il correntista ha proposto ricorso per Cassazione, ritenendo che il divieto di anatocismo fosse assoluto e non limitato solo alla quantificazione trimestrale degli interessi.

A partire dalla sentenza delle Sezioni Unite del 2004 (pronuncia n. 21095), la clausola con cui la banca prevedeva la capitalizzazione trimestrale è stata dichiarata nulla, in quanto integrante uso bancario che, in quanto tale, non è in grado di derogare al dato normativo, in particolare all’art. 1283 c.c. Da ciò deriva che, in assenza di una diversa previsione, gli interessi sono in grado di produrre ulteriori interessi solo se e nel momento in cui viene proposta domanda giudiziale con cui se ne chiede il pagamento.

La cosa forse più logica da fare per il sistema bancario sarebbe quella di rinunciare spontaneamente agli interessi anatocistici, siano essi stati capitalizzati trimestralmente o annualmente, per evitare un prevedibile massiccio ricorso da parte dei clienti all'Autorità Giudiziaria con grande probabilità, per non dire certezza, di vedere restituiti tutti gli interessi anatocistici.

L’anatocismo rappresenta un istituto giuridico disciplinato dall’art. 1283 del Codice Civile il quale prevede che “in mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi”. Le banche per decenni hanno però applicato quanto appena citato in modo illegittimo, in quanto prevedevano la capitalizzazione degli interessi a scadenza trimestrale, sui quali, proseguendo il rapporto con il debitore, calcolavano gli interessi, che venivano capitalizzati il trimestre successivo.

Per comprendere appieno il funzionamento dell’anatocismo, è bene fare un esempio pratico: su un fido di € 1.000,00 gli interessi trimestrali applicati potrebbero essere di € 25,00. La banca dopo tre mesi non effettua più il calcolo sulla somma iniziale di € 1.000,00 ma su quella comprensiva di interessi, pari a € 1.025,00, e così via di trimestre in trimestre.

Come facilmente immaginabile, la pratica anatocistica è favorevole solamente agli istituti di credito, dato che gli interessi a favore dell’utente sono calcolati su base annuale, e non trimestrale. 

L’uso bancario di calcolare gli interessi sugli interessi è stato finalmente riconosciuto illegittimo dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 21095 del 4 novembre 2004, anche se la prima sentenza contraria agli interessi bancari e a tutta la giurisprudenza dell’epoca è stata redatta nel 1999 da Piero Calabrò, magistrato del tribunale di Lecco e attualmente presidente di SDL Centrostudi, società che contrasta i reati bancari, in particolare anatocismo e usura bancaria. 

La Corte Costituzionale con sentenza 78/2012 ha sancito che il termine per richiedere la restituzione di quanto versato indebitamente decorre dalla data di risoluzione del rapporto con la banca o dal momento del pagamento solutorio finalizzato alla copertura del passivo e si prescrive in 10 anni. Di conseguenza, è bene rivolgersi per tempo a società come SDL Centrostudi, in modo da poter far analizzare da persone esperte i propri rapporti con la banca e valutare quali siano le azioni da intraprendere per ottenere il rimborso delle somme indebitamente sottratte. 


SDL Centrostudi è stata fondata nel settembre 2010 dall’esigenza di far emergere il fenomeno poco conosciuto delle anomalie finanziarie nei rapporti tra banche, imprese e famiglie. L’intento è quello di informare il soggetto interessato di quanto si possa verificare a suo danno nell’ipotesi di ritardo nei pagamenti, offrendogli una tutela in quanto parte contrattuale più debole. L’informazione è tanto determinante quanto difficile da acquisire. In questa materia infatti la confusione regna sovrana, forse perché chi ha più interesse alla chiarezza è anche il soggetto economicamente più debole e SDL è al fianco senz’altro di quest’ultimo. I contratti degli istituti di credito sono notoriamente poco chiari, poiché scritti in linguaggio tecnico e con varie clausole che il correntista medio non comprende. 


Società come SDL Centrostudi si impegnano da sempre a chiarire i dubbi dei correntisti e dei titolari di aziende che si ritengono vessati dalle banche e che, in diversi casi, stanno per perdere la casa o l’azienda a causa di debiti contratti con le banche per mancato pagamento di rate del mutuo. In moltissimi casi SDL Centrostudi è riuscita a bloccare le ingiunzioni di sfratto e di sequestro dimostrando che l’istituto di credito era colpevole di anatocismo o di usura bancaria, se non di entrambi i reati finanziari.


COME CONTATTARE SDL CENTROSTUDI

via Padana Superiore 82/b
25080 Mazzano (BS)
Sito Web: www.SDLCentrostudi.it
pec: sdlcentrostudi@pcert.it
Telefono: 030 7878800
Fax: 030 7772098
FORM CONTATTI

UN NUMERO VERDE PER CONSULENZA GRATUITA











SDL Centrostudi pubblica tutte le sentenze delle controversie che sostiene per i propri clienti e offre analisi gratuita delle anomalie finanziarie su conti correnti, mutui, leasing, derivati e atti impositivi.



giovedì 26 ottobre 2017

IMPARIAMO A RICONOSCERE L'ANATOCISMO BANCARIO: UN AUTENTICO "ROVINA FAMIGLIE"

Non molti sanno in cosa consista l'anatocismo. Eppure secondo alcune stime recenti della Fondazione SDL vi sarebbero anomalie nel 98,76% dei conti correnti bancari, che riguardano soprattutto il fenomeno del calcolo degli interessi sugli interessi maturati. In pratica vengono calcolati interessi aggiuntivi sugli interessi ancora da versare all’istituto di credito, aumentando conseguentemente il debito nei confronti dell’istituto stesso.


L’anatocismo rappresenta un istituto giuridico disciplinato dall’art. 1283 del Codice Civile il quale prevede che “in mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi”. Le banche per decenni hanno però applicato quanto appena citato in modo illegittimo, in quanto prevedevano la capitalizzazione degli interessi a scadenza trimestrale, sui quali, proseguendo il rapporto con il debitore, calcolavano gli interessi, che venivano capitalizzati il trimestre successivo.

Per comprendere appieno il funzionamento dell’anatocismo, è bene fare un esempio pratico: su un fido di € 1.000,00 gli interessi trimestrali applicati potrebbero essere di € 25,00. La banca dopo tre mesi non effettua più il calcolo sulla somma iniziale di € 1.000,00 ma su quella comprensiva di interessi, pari a € 1.025,00, e così via di trimestre in trimestre.

Come facilmente immaginabile, la pratica anatocistica è favorevole solamente agli istituti di credito, dato che gli interessi a favore dell’utente sono calcolati su base annuale, e non trimestrale. 

L’uso bancario di calcolare gli interessi sugli interessi è stato finalmente riconosciuto illegittimo dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 21095 del 4 novembre 2004, anche se la prima sentenza contraria agli interessi bancari e a tutta la giurisprudenza dell’epoca è stata redatta nel 1999 da Piero Calabrò, magistrato del tribunale di Lecco e attualmente presidente di SDL Centrostudi, società che contrasta i reati bancari, in particolare anatocismo e usura bancaria.

La Corte Costituzionale con sentenza 78/2012 ha sancito che il termine per richiedere la restituzione di quanto versato indebitamente decorre dalla data di risoluzione del rapporto con la banca o dal momento del pagamento solutorio finalizzato alla copertura del passivo e si prescrive in 10 anni. Di conseguenza, è bene rivolgersi per tempo a società come SDL Centrostudi, in modo da poter far analizzare da persone esperte i propri rapporti con la banca e valutare quali siano le azioni da intraprendere per ottenere il rimborso delle somme indebitamente sottratte.

SDL Centrostudi è stata fondata nel settembre 2010 dall’esigenza di far emergere il fenomeno poco conosciuto delle anomalie finanziarie nei rapporti tra banche, imprese e famiglie. L’intento è quello di informare il soggetto interessato di quanto si possa verificare a suo danno nell’ipotesi di ritardo nei pagamenti, offrendogli una tutela in quanto parte contrattuale più debole. L’informazione è tanto determinante quanto difficile da acquisire. In questa materia infatti la confusione regna sovrana, forse perché chi ha più interesse alla chiarezza è anche il soggetto economicamente più debole e SDL è al fianco senz’altro di quest’ultimo. I contratti degli istituti di credito sono notoriamente poco chiari, poiché scritti in linguaggio tecnico e con varie clausole che il correntista medio non comprende.

Società come SDL Centrostudi si impegnano da sempre a chiarire i dubbi dei correntisti e dei titolari di aziende che si ritengono vessati dalle banche e che, in diversi casi, stanno per perdere la casa o l’azienda a causa di debiti contratti con le banche per mancato pagamento di rate del mutuo. In moltissimi casi SDL Centrostudi è riuscita a bloccare le ingiunzioni di sfratto e di sequestro dimostrando che l’istituto di credito era colpevole di anatocismo o di usura bancaria, se non di entrambi i reati finanziari.

Uno dei casi più importanti seguiti da SDL Centrostudi negli ultimi anni è quello di Giuliano Besson, ex campione di sci della "valanga azzurra" negli anni '70, poi diventato imprenditore nell'abbigliamento tecnico sportivo. "Non ero in difficoltà. Non sono andato io a chiedere qualcosa: è la banca che mi ha proposto i derivati – racconta Besson - presentandolo come strumento di tutela. Invece, è come se fossi andato al casinò e avessi perso tutto". L’ex sportivi infatti si è ritrovato una quindicina d'anni dopo aver sottoscritto i derivati con un patrimonio pignorato dalla banca, senza essere più in grado di far fronte ai decreti ingiuntivi. E aveva già pagato centinaia di migliaia di euro. Grazie alle perizie fatte da SDL Centrostudi è stato possibile rilevare come su tutti i conti correnti venissero adottate pratiche anatocistiche, che hanno di conseguenza aggravato la posizione finanziaria dell’ex campione di sci. Essendo l’anatocismo illegale, il giudice ha sospeso i decreti ingiuntivi, rinviando a giudizio vari dirigenti di Unicredit, l’istituto di credito coinvolto, fra cui l’ex ad Alessandro Profumo.

Quali sono i tipi principali di anatocismo?

L’anatocismo può essere originato in tre modi diversi, che corrispondono di conseguenza ai tipi di anatocismo:

Interessi anatocistici legali: sono quelli legati alla domanda giudiziale, in cui il giudice riconosce come un unico debito indistinto la somma del capitale iniziale e gli interessi maturati e non corrisposti. Gli interessi su interessi sono in questo caso possibili e decorrono appunto dalla data della domanda.

Interessi anatocistici convenzionali: sono quelli stipulati dalle parti con un accordo successivo, generalmente dovuti per ulteriori dilazioni, e stipulato per iscritto (articoli 1283 e 1284 c.c.).

Interessi usuali: sono quelli relativi alla "mancanza di usi contrari" citata nell'art. 1283 - fonte di grande confusione prima della sentenza della Cassazione del 2010 che, invertendo definitivamente l’interpretazione data finora dalla giurisprudenza, la interpreta a favore dei clienti (nel caso della capitalizzazione trimestrale indebita degli interessi sullo scoperto dei conti correnti).

È possibile in molti casi che un contratto stipulato con la banca inizialmente non sia viziato da anatocismo, poi lo diventi, per poi tornare a non esserlo. Ciò è dovuto al fatto che gli interessi versati all’istituto di credito devono essere inferiori del tasso usura stabilito trimestralmente per legge dalla Banca d’Italia ai sensi dell’art. 2 della Legge n° 108 del 7 marzo 1996, modificata dal D.L. 70/2011. Anche in questi casi rivolgersi a SDL Centrostudi consente di ottenere la restituzione delle somme ingiustamente sottratte durante il periodo di superamento del tasso soglia.

SDL CENTRO STUDI 

SDL Centrostudi è una società specializzata nell’analisi dei contenziosi con il sistema finanziario-bancario, al fine di ripristinare la trasparenza nei rapporti economici spesso viziati da anomalie e principalmente dal fenomeno dell’anatocismo. Nata nel 2010 dall’esigenza di far emergere il fenomeno poco conosciuto delle anomalie finanziarie nei rapporti tra banche, imprese e famiglie ha come intento di informare il soggetto interessato di quanto si possa verificare a suo danno nell’ipotesi di ritardo nei pagamenti, offrendogli una tutela in quanto parte contrattuale più debole. Il complesso delle analisi preliminari effettuate da SDL Centrostudi, dalla sua costituzione ad oggi, è stato di oltre 170.000, con specifici approfondimenti sulle anomalie bancarie nei contratti di conto corrente. Allo stato attuale, sono pendenti più di 19.000 posizioni, stragiudiziali e giudiziali, di cui oltre 400 definite.

mercoledì 4 gennaio 2017

INTERESSI BANCARI E ANATOCISMO: LE NUOVE REGOLE

Interessi bancari e anatocismo: le nuove regole



“A far data dal’1 ottobre 2016 la nostra Banca cambia il metodo di calcolo degli interessi nelle operazioni di raccolta del risparmio e di esercizio del credito adeguandosi a quanto stabilito dall’articolo 120, comma 2 del Testo unico Bancario…”: così, più o meno, iniziano le lettere di trasparenza che i correntisti di tanti istituti di credito stanno ricevendo in questi giorni.


Torna dunque in campo il tema dell’anatocismo, ovvero della capitalizzazione periodica degli interessi: la nuova norma si pone stavolta l’obiettivo di vietarne l’applicazione in assoluto, mentre prima esisteva un meccanismo che consentiva la capitalizzazione degli interessi attivi e passivi a condizione che avessero la stessa periodicità (nella prassi delle banche, ogni tre mesi). Capitalizzare gli interessi passivi significa trasformarli in capitale, con l’addebito in conto corrente, e assoggettarli così al calcolo di nuovi interessi passivi, sicché si pagano “interessi sugli interessi”.


E' quanto mette sull'avviso SDL Centrostudi, che da anni è a fianco dei risparmiatori e degli imprenditori per riconoscere gli illeciti bancari come anatocismo e usura. 

PROBLEMI CON LE BANCHE? CHIEDI IL NOSTRO AIUTO!

Se hai un problema con le banche e credi di aver diritto ad un risarcimento, scrivici senza impegno. I nostri esperti sono disponibili a valutare con PREANALISI GRATUITA la situazione e illustrare quali azioni intraprendere. Esponi semplicemente il problema nello spazio “messaggio” sulla destra e riceverai una risposta in tempi brevissimi.

sabato 24 dicembre 2016

COME CHIEDERE INDIETRO ALLA BANCA GLI INTERESSI SUL CONTO CORRENTE?

Si chiama anatocismo bancario ed è il calcolo (illegale) degli interessi sugli interessi su un conto bancario.  Ecco come chiedere il risarcimento


Una vecchia sentenza della Corte Costituzionale ha condannato le banche a risarcire i propri clienti degli interessi caricati su prestiti e sui conti correnti. Per le banche, la pronuncia ha causato il rimborso ai propri clienti di cifre tra i 20 ed i 30 miliardi di euro. Questo perché le banche hanno praticato il cosiddetto #anatocismo, cioè hanno caricato interessi su altri interessi facendo pagare tassi da #usura ai propri clienti. Ecco come possono difendersi i clienti delle banche e cosa devono mettere in atto per vedersi risarcire dal proprio istituto di credito per il 2017.

L’anatocismo bancario è la capitalizzazione degli interessi, cioè il calcolo degli interessi sugli interessi applicati sui conti corrente, mutui e prestiti. Decorso un certo periodo, gli interessi caricati vanno a finire nel capitale da restituire, e gli interessi diventano materia prima su cui applicare quelli successivi. Negli anni, le banche hanno abusato di questo meccanismo, andando contro la Legge e contro la Costituzione, come la Consulta ha sancito nel 2012. L’esempio dello scoperto in conto corrente è lampante, perché in linea generale, ma soprattutto teorica, le banche applicano un interesse del 10% annuo sul rosso del proprio conto. In pratica però, accade che le banche applicano un interesse su base trimestrale con la conseguenza che gli interessi caricati nel primo trimestre vanno a finire nello scoperto del conto su cui poi si applicano gli interessi del secondo trimestre e così via. Per periodi di rosso in conto corrente che durano molti anni, il danno a livello economico è piuttosto pesante.


COME OTTENERE IL RISARCIMENTO 


La sentenza della Corte Costituzionale ha effetto retroattivo, cioè può essere richiamata per quanto pagato in più per gli anni passati. Tutti coloro che hanno un conto corrente aperto o che lo hanno chiuso a partire dal 2007, possono presentare istanza per chiedere indietro quanto pagato in più in relazione all’applicazione dell’anatocismo prima descritto da parte della propria banca. 

Dal 1° gennaio 2017, per via della prescrizione, che ricordiamo, per la questione in oggetto è decennale, tutti coloro che hanno chiuso dei conti correnti fino al 31 dicembre 2006, non potranno più fare nulla. 

In pratica quindi, possono presentare richiesta alla banca, i clienti che hanno pagato interessi trimestrali sullo scoperto in conto. La richiesta va spedita a mezzo poste con raccomandata A/R. La banca ha l’obbligo di rispondere in 10 giorni all’istanza. 


Se hai un problema con le banche e credi di aver diritto ad un risarcimento, scrivici senza impegno. I nostri esperti sono disponibili a valutare con PREANALISI GRATUITA la situazione e illustrare quali azioni intraprendere. Esponi semplicemente il problema nello spazio “messaggio” sulla destra e riceverai una risposta in tempi brevissimi.



lunedì 10 ottobre 2016

SDL CENTROSTUDI CONVEGNO PER LA LEGALITÀ A L'AQUILA

Mercoledì 12 ottobre dalle ore 10 alle ore 13,00 si svolgerà presso l’auditorium del Parco – Viale delle Medaglie d’Oro, 67 il “convegno per la legalità‘’ organizzato da SDL Centrostudi con il patrocinio del Comune dell’Aquila.

I Temi che verranno trattati sono: Debito pubblico e signoraggio; La legalità Bancaria; Come difendersi; Strumenti per migliorare il rapporto Banca Impresa.

Nel Corso del Convegno ci sarà la presentazione del libro, da parte dell’Autore, Angiolo Pellegrini, “Noi gli Uomini di Falcone, la guerra che ci impedirono di vincere”.

Angiolo Pellegrini, Generale dell’Arma dei Carabinieri, è stato comandante della sezione antimafia di Palermo dal 1981 al 1985. Come uomo di fiducia del pool, ha portato a compimento le più importanti indagini nei confronti di Cosa Nostra.

Al convegno parteciperanno: Padre Quirino Salomone, Frate francescano ex rettore della basilica di Collemaggio a L’Aquila; Avv.to Biagio Riccio, Avvocato civilista – Patrocinante in Cassazione; Dott. Pietro Calabrò, Presidente SDL Centrostudi S.p.A – ex Magistrato.

Il dott. Calabrò, sempre in prima linea nella difesa dei cittadini e delle famiglie, è celebre per avere ottenuto la prima sentenza italiana contro l’anatocismo bancario che dopo circa 40 anni di sentenze negative della Corte di Cassazione, contribuì in modo determinante a invertire detta tendenza e a sanzionare come illegittimo il comportamento delle banche.



SDL Centrostudi spa è una società specializzata nell’analisi delle problematiche attinenti i rapporti con il sistema finanziario e bancario, nonché con i soggetti deputati al recupero di imposte e tasse.

Il fine perseguito è, in primis, quello di ripristinare la trasparenza nei predetti rapporti, spesso viziati da anomalie quali, ad esempio, l’anatocismo e l’usura.

L’intento di SDL Centrostudi è quello di informare gli interessati dei pregiudizi a tale titolo sofferti, offrendo loro una tutela spesso sconosciuta alla parte contrattuale più debole.

SDL Centrostudi studia l’interazione tra le proposte di strumenti bancari o finanziari, le norme vigenti in materia e la conseguente evoluzione giurisprudenziale, al fine di limitare l’asimmetria informativa che contraddistingue, non di rado, i rapporti tra banca e cliente, proponendo conseguentemente un piano d’intervento stragiudiziale e giudiziale volto a garantire l’accertamento delle violazioni e l’affermazione dei diritti negati.
SDL Centrostudi ha approfondito rilevanti altre tematiche, quali quelle della ristrutturazione del debito delle imprese, del sovraindebitamento, dell’esdebitazione e di ogni aspetto del contenzioso tributario, offrendo sostanziali e concrete soluzioni a tutti i soggetti coinvolti da simili problematiche.

giovedì 8 settembre 2016

IL RITORNO DELL'ANATOCISMO

L’anatocismo bancario, la pratica che consente ad una banca di calcolare interessi su interessi di mora nei conti correnti, è stato reintrodotto dalle nuove regole in vigore dallo scorso primo ottobre. Era dal gennaio del 2014 che una norma aveva vietato alle banche di produrre questo tipo di interessi. Con le modifiche del primo ottobre, però, ciò che era stato abolito neanche due anni fa, tornerà dalla finestra. Perché se è vero che, anche con le ultime modifiche, almeno in teoria c’è bisogno di un accordo in tal senso tra istituto bancario e cliente, se l’accordo non c’è scattano interessi di mora molto consistenti. Ed ecco dunque tornare l’anatocismo bancario che credevamo morto.



L’articolo 3, terzo comma, del Decreto Ministeriale Applicativo sancisce inoltre che «nei rapporti di conto è assicurata la stessa periodicità, comunque non inferiore a un anno, nel conteggio degli interessi creditori e debitori. Gli interessi sono conteggiati al 31 dicembre di ciascun anno e, comunque, al termine del rapporto per cui sono dovuti; per i contratti stipulati nel corso dell’anno, il conteggio è effettuato il 31 dicembre corrente o di conto di pagamento».

In estrema sintesi, cosa cambia per i clienti degli istituti? Al 31 dicembre di ogni anno verranno conteggiati gli interessi passivi maturati su un prestito o un mutuo (questo anche per i contratti iniziati in corso d’anno). A quel punto, il debitore avrà di fronte a sé due alternative. O s’impegnerà a corrispondere quegli interessi entro 60 giorni, oppure ne autorizzerà l’addebito sul proprio conto corrente. In questo secondo caso gli interessi si aggiungeranno al capitale e scatterà appunto l’anatocismo: a partire dal primo marzo successivo (ovvero alla scadenza del termine massimo di 60 giorni), cominceranno a maturare gli interessi sugli interessi.

giovedì 11 febbraio 2016

CORIGLIANO: FONDAZIONE SDL PRESENTA IL REPORT NAZIONALE SULL'USURA BANCARIA

Si terrà VENERDÌ 8 APRILE 2016 al Castello Ducale di CORIGLIANO (CS)




Sul 99% dei quasi 47 mila conti correnti aziendali analizzati sono state rilevate anomalie finanziarie: in particolare usura oggettiva (nel 71% dei casi i tassi di interesse passivi erano superiori al tasso soglia fissato trimestralmente dalla Banca d’Italia), usura soggettiva (nel 74% dei casi sono state applicate condizioni particolarmente gravose, considerata la situazione di difficoltà economico-finanziaria dell’azienda) o anatocismo (calcolo di interessi su interessi, 71 volte su 100). 

Sono, questi, soltanto alcuni dei dati allarmanti contenuti nel primo ed unico report nazionale sull’usura praticata dalle banche, preparato dalla Fondazione SDL e che sarà presentato ufficialmente, VENERDÌ 8 APRILE 2016 al Castello Ducale di CORIGLIANO, in un evento regionale, di informazione, formazione e sensibilizzazione. A promuovere l’iniziativa, alla quale sono stati coinvolti gli ordini professionali provinciali e regionali, le associazioni di categoria, il mondo delle imprese, università, istituzioni e forze dell’ordine, è SDL CENTROSTUDI di Brescia, società specializzata nell’analisi dei contenziosi con il sistema finanziario-bancario in collaborazione con il Tribunale di Castrovillari.


SDL CENTROSTUDI, la più importante realtà nazionale in difesa dei correntisti, delle famiglie degli imprenditori, è guidata da Piero CALABRÒ, tra i relatori della giornata di formazione in programma a CORIGLIANO. 

Sempre in prima linea nella difesa dei cittadini e delle famiglie ex magistrato, CALABRÒ è celebre per avere ottenuto la prima sentenza italiana contro l’anatocismo bancario, contribuendo in modo determinante, dopo circa 40 anni di sentenze negative della Corte di Cassazione, ad invertire una tendenza cristallizzatasi ed a sanzionare come illegittimo il comportamento delle banche. 

domenica 3 gennaio 2016

ANATOCISMO: CHI PUÒ RICHIEDERE INDIETRO I SOLDI?

Qualcuno si presenta di persona al nostro centro di Mazzano (BD), in molti telefonano al numero verde di SDL Centrostudi, altri chiedono chiarimenti via email o tramite il form dei contatti.  In queste ultime settimana il nostro centro ha ricevuto numerose richieste da parte di persone che si sono viste recapitare a casa una lettera dalla propria banca in materia di anatocismo, la pratica di far pagare gli interessi sugli interessi.



Gli istituti hanno quasi sempre conteggiato l'interesse composto ogni tre mesi. 
Per dirla in maniera più semplice: se uno scoperto prevede interessi a favore della banca del 15%, questi verranno conteggiati ogni tre mesi e sommati alla cifra totale dovuta dal cliente dell'istituto su cui poi si calcolano di nuovo gli interessi.

In questo modo il debito cresce a dismisura e a danno del correntista.

Cominciamo con il dire che l’usura bancaria è un reato penale, anche se 90% delle volte rimane materia civilistica.  La Legge stabilisce il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari.
Niente interessi su interessi dunque. Somme che possono diventare di una certa entità per le famiglie e ancora di più per le aziende.
Il fatto è che le banche hanno continuato imperterriti a svolgere questa pratica in attesa di chiarimenti dal Tesoro (Circ) . Tuttavia nel corso degli ultimi mesi parecchi tribunali hanno stabilità l'illeicità di tale comportamento.


Se avete un conto corrente, avete ottenuto un prestito, un credito personale (es. finalizzato all'acquisto rateale), un mutuo, un prestito contro cessione del quinto dello stipendio ecc. ecc. forse non lo sapete ma potreste pagare più interessi sulle somme prestate di quanto non sia lecito.  
Ora le banche dovrebbero restituire le somme incassate.

Quali sono i correntisti che possono riavere indietro i soldi? Tutti quelli che hanno un conto corrente al quale sono stati applicati interessi anatocistici, in quanto scoperto o per esempio su un fido in corso che hanno sforato. Nel caso la banca non voglia restituire i soldi indietro è possibile richiedere a SDL Centrostudi una perizia e poi procedere per vie legali.

La Fondazione SDL ha esaminato oltre 46.000 conti correnti in capo a 14 mila imprese, per un complesso di 125 mila addetti: si scopre che il 99% dei conti correnti presenta anomalie, il 71% tassi di interesse superiori alla soglia di usura, e che ogni 100 euro un’alta percentuale non era dovuta.

In molti casi si tratta di anatocismo, ovvero l'applicazione di interessi sugli interessi maturati, che fanno crescere il debito verso la banca. E i clienti non se accorgono.

Negli ultimi mesi sono state emesse in Italia diverse condanne ottenute attraverso sentenze e ordinanze nei confronti di banche e istituti di credito che hanno praticato l’anatocismo. SDL Centrostudi pubblica tra l'altro tutte le sentenze delle controversie che sostiene per i propri clienti e offre analisi gratuita delle anomalie finanziarie su conti correnti, mutui, leasing, derivati e atti impositivi. Potete anche scaricare l'App gratuita per essere costantemente aggiornati. 


SDL CENTROSTUDI
Desiderate restare aggiornati su questi argomenti?
Seguiteci anche su Facebook, Twitter e LinkedIn

Oppure contattateci per un parere legale.